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L’interazione del cantiere con il contesto ambientale si connette all’impatto dello stesso al luogo in cui esso andrà a sorgere, valutando in particolare i rischi interconnessi tra le attività del cantiere, le attività già presenti sul territorio ed i pericoli ambientali provocati dal lavoro cantieristico.

Lo studio delle caratteristiche intrinseche all’area del cantiere, va sviluppato tenendo conto dell’intero contesto ambientale, compresi gli aspetti geotecnici, geomorfologici e idrogeologici del terreno, non solo in fase di progettazione dell’opera ma anche, per una corretta organizzazione del cantiere e la conseguente prevenzione di infortuni, in corso d’opera.

Il CSP (Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione) pertanto, al fine di una corretta redazione del PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento), è tenuto ad analizzare tutti i possibili fattori di rischio, con riferimento in particolare:

  • alle caratteristiche dell’area di cantiere,
  • all’eventuale presenza di fattori esterni che comportano rischi per il cantiere,
  • agli eventuali rischi che le lavorazioni di cantiere possono comportare per l’area circostante,

indicando, per ogni fattore di rischio individuato:

  • le scelte progettuali ed organizzative, le procedure, le misure preventive e protettive richieste per eliminare o ridurre al minimo i rischi di lavoro,
  • le misure di coordinamento atte a realizzare quanto sopra.

Contestualmente il CSP, in fase di progettazione, qualora dovessero essere modificate le procedure organizzative e/o strutturali del cantiere, provvederà all’aggiornamento del PSC da lui redatto.

In assenza del PSC il datore di lavoro delle imprese esecutrici è comunque tenuto, in fase di esecuzione, a curare, “le interazioni con le attività che avvengono sul luogo all’interno o in prossimità del cantiere. La contestualizzazione del cantiere al sito condiziona inevitabilmente le scelte organizzative del medesimo…” come da D.Lgs. 81/08.

Quando si realizzano opere di grandi dimensioni, o in ambiente urbano, vige l’obbligo da parte del progettista di mettere in pratica procedure organizzative che permettano il rispetto del contesto urbano circostante. Si dovranno quindi scegliere soluzioni progettuali (es prefabbricati) ed organizzative (es. torri e gru) atte a curare fattori estetici e funzionali, preservando la sicurezza interna ed esterna al cantiere.

Lo studio del sito, in sostanza, dovrà quindi tener presente del raggiungimento di un più possibile ed ottimale equilibrio tra cantiere ed il contesto sul quale esso temporaneamente sarà posizionato. Qualora vengano rilevate interferenze o si debbano modificare tecniche costruttive e/o organizzative, Il CSE (Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione) provvederà all’attuazione di nuove soluzioni al fine di eliminare, o comunque ridurre, il rischio da e verso l’ambiente esterno.

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