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Società di Internet e GDPR: Le major ancora non si adeguano

Le grandi società ancora non si sono adeguate in maniera sufficiente alla GDPR. A rivelarlo, a poco più di un mese di distanza dall’approvazione della normativa europea sulla privacy, è uno studio della Beuc (associazione europea per la tutela dei consumatori). Piattaforme “big” come Facebook, Google, Whatsapp e Twitter nelle loro informative utilizzano “un linguaggio non chiaro” o informazioni “insufficienti” per mettere in guardia gli utenti.

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Lo studio

Dal rapporto realizzato da un gruppo di ricercatori delle università di Firenze, Bologna e Reggio Emilia, che hanno scandagliato le informative sulla privacy di 14 grandi piattaforme (tra cui anche Amazon, Apple, Microsoft, Uber, AirBnB, Booking.com, Skyscanner, Netflix, Steam ed Epic Games) vengono segnalate ben 3.659 frasi (80.398 parole) che le rendono “fuorilegge” agli occhi della GDPR.

Tre tipi di falle nei grandi di Internet

Le falle individuate dalla ricerca sono soprattutto di tre tipi: “Non sono disponibili tutte le informazioni richieste dagli obblighi della normativa europea sulla trasparenza. Ad esempio – afferma il Beuc – le compagnie non sempre informano adeguatamente gli utenti riguardo le terze parti con cui condividono i dati”. Altro problema: “L’elaborazione dei dati personali non avviene secondo le richieste del Gdpr”.

Gdpr, opportunità di lavoro per 3 milioni di persone

E mentre le major di Internet risultano ancora impreparate all’adeguamento alla Gdpr, una società internazionale che si occupa di ricerca e selezione di profili manageriali, rivela che grazie alla normativa sulla privacy si aprono nuove posizioni lavorative. Infatti, lo studio di mercato della Gi Group fa notare che la lotta ai cybercrimini (quindi violazioni di dati sensibili) potrà portare alla creazione di 3,5 milioni di posizioni lavorative non coperte entro il 2022. Grande opportunità quindi per chi è in cerca di lavoro, anche perché la cybersecurity abbraccia ogni tipo di settore: se in testa troviamo i servizi professionali (37%), non mancano le richieste nel mondo della finanza (13%), della difesa (12%), ma anche della sanità (6%).

 

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