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Chi è il lavoratore?

Ancora oggi il ruolo del lavoratore, ai fini dell’applicazione degli obblighi previsti nell’art. 2 del D.Lgs 81/08, non risulta molto chiaro, soprattutto sulle forme contrattuali a cui l’articolo è rivolto.

L’articolo 2 del D.Lgs 81/08 definisce chiaramente cosa si intende per lavoratore al punto 1 lettera a). Per lavoratore quindi si intende” la persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari”.

Ciò che appare chiaro quindi è che non è la tipologia contrattuale, o la retribuzione, a delimitare l’ottemperanza del Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs 81/2008), ma bensì il fatto stesso di operare “nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato”. In questo senso la persona che è dipendente, mediante la presenza di un rapporto ordinativo con il datore di lavoro indicante cosa, dove e quando la mansione viene svolta e con quali strumenti, modalità, compiti e responsabilità, rientra pienamente nella definizione di lavoratore, con le relative tutele ordinate dall’Art. 2 del D.Lgs 81/08.

Parallelamente a questi, anche i soci lavoratori di cooperative e società, l’associato in partecipazione, i tirocinanti, l’allievo di istituti di istruzione ed universitari ed i partecipanti a corsi di formazione professionale, come anche i volontari del VV. FF e quelli della protezione civile ed i lavoratori socialmente utili (LSU).

Restano esclusi dall’applicazione del D.Lgs 81/08 le figure addette ai servizi domestici e familiari, quali ad colf, badanti, collaboratori domestici etc).

 

Quali sono gli obblighi del lavoratore?

Data la definizione (art. 2 del D.Lgs 81/08), l’art. 20 del D.Lgs 81/08 stabilisce gli obblighi a cui il lavoratore deve attenersi. L’evoluzione della normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, ha portanto nel tempo, superando la precedente legge 626/94, a richiedere da parte del lavoratore un ruolo più attivo nella tutela della propria ed altrui incolumità, come chiaramente definito nel comma 1 dell’art. 20:

Ogni lavoratore deve prendersi cura della propri a salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro”.

Al comma 2 dell’art. 20 del Testo Unico sulla sicurezza, viene indicato che i lavoratori devono in particolare:

  1. a) contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all’adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
  2. b) osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva e individuale;
  3. c) utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto, nonché i dispositivi di sicurezza;
  4. d) utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione;
  5. e) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere c) e d), nonché qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell’ambito delle proprie competenze e possibilità e fatto salvo l’obbligo di cui alla lettera f) per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;
  6. f) non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo;
  7. g) non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori;
  8. h) partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro;
  9. i) sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto legislativo o comunque disposti dal medico competente.

Sanzioni per i lavoratori

Le sanzioni a carico dei lavoratori, nei casi di non adempimento degli obblighi stabiliti, sono regolati all’art. 59 del Decreto Legislativo 81 del 2008.  Sanzioni che si differenziano per vario genere: ammenda che va da un minimo di 55,84€ fino ad un massimo di 670,09€ (importi calcolati in base all’ultimo aggiornamento: Sanzioni più alte dell’1,9% dal 1° Luglio 2018) ; detenzione fino ad 1 mese a seconda delle violazioni.

 

 

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