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Fino al dicembre del 2018 proseguiranno i controlli per stanare i furbetti che ancora non si sono adeguati alla normativa sulla privacy. Il GDPR – il regolamento europeo per il trattamento dei dati sensibili – ormai è entrato nel vivo, e con la deliberazione del 26 luglio 2018 (doc. web n. 9025338), il Garante della Privacy ha specificato con quali criteri sarà attuata l’attività ispettiva del nucleo speciale della Guardia di Finanza preposto al controllo e all’irrogazione delle sanzioni per la violazione della normativa vigente.

Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale lo scorso 4 settembre del D.Lvo n. 101 del 10 agosto 2018, in adeguamento a quanto previsto dalla normativa europea, si attende l’entrata  in vigore il prossimo 19 settembre che orienterà il provvedimento – scrive il Garante della privacy, all’“opportunità di orientare, secondo criteri di gradualità, l’attività ispettiva… sui trattamenti maggiormente rilevanti per dimensioni e concentrazione di dati, nonché per la loro rischiosità”.

I controlli saranno a “a campione”: che non avviene su reclamo o segnalazione dei cittadini, bensì su autonomo impulso del Garante e saranno affidati alla Guardia di Finanza che avrà il compito di controllare “soggetti, pubblici o privati, appartenenti a categorie omogenee sui presupposti di liceità del trattamento e alle condizioni per il consenso qualora il trattamento sia basato su tale presupposto, sul rispetto dell’obbligo di informativa nonché sulla durata della conservazione dei dati”.

Ordini e figure professionali rientreranno dunque nel mirino delle Fiamme Gialle durante i controlli che si protrarranno fino alla fine del 2018. Quelle più a rischio sono:

  • Consulenti del lavoro
  • Commercialisti
  • Medici
  • Avvocati

Anche le cosiddette figure professionali atipiche potrebbero finire nella rete di controlli. Tra queste figurano gli amministratori di condominio. Professionisti che sebbene non facciano parte di un ordine istituito né siano iscritti a un albo speciale, “svolgono senz’altro un’attività professionale specificamente riconosciuta e individuata dalla legge” ricorda il Garante.

Come ricorda sul sito www.condominioweb.com  l’avvocato Carlo Pikler, esperto in materia, “l’amministratore di condominio dovrà prestare alla dimostrazione di aver messo a disposizione un’informativa corretta e ai casi in cui il presupposto di liceità del trattamento si basa necessariamente sul consenso (come, ad esempio, per il trattamento di dati particolari (o “sensibili”) in caso di sinistro: art. 9 Reg.Ue 679/16)”.

“Non è da sottovalutare, inoltre, anche quella che è stata una delle principali novità introdotte dal legislatore europeo circa la necessità di indicare il tempo di conservazione del dato trattato.

Leggi anche: GDPR e Condomini: Il ruolo dell’amministratore e la nomina del DPO

“Non si ritiene sufficiente, o comunque potrebbe essere altamente rischioso, fare generico riferimento alla conservazione “per tutto il tempo necessario all’attività di mandato”, in quanto dovrà senz’altro essere preso in esame il periodo di prorogato legis fino al passaggio delle consegne col nuovo amministratore, senza dimenticare di conservazione dei documenti fiscali che, vista la responsabilità solidale dell’amministratore, prescindono dalla durata del mandato”.

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