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Lo aspettavano tutti da tempo, poiché nel settore occorreva una normativa che regolarizzasse la protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori. Con il regolamento per l’avvicinamento delle legislazioni europee in materia di dispositivi di protezione individuale (DPI), pubblicata il 31 marzo 2016 sulla Gazzetta Ufficiale della UE (GUUE), il Parlamento Europeo ha delineato il nuovo Regolamento (UE) 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale che abroga la Direttiva 89/686/CEE  del 21 dicembre 1989.

L’obiettivo prefissato da Bruxelles era quello di individuare e stabilire i requisiti per la progettazione e la fabbricazione dei DPI messi a disposizione sul mercato, al fine di garantire la protezione della salute e della sicurezza degli utilizzatori.

DPI, come nasce il nuovo regolamento

“Le carenze e le incongruenze evidenziate nella copertura dei prodotti e nelle procedure di valutazione della conformità” sono alla base di questo atto in materia di DPI e dunque la conseguenziale scelta di un “Regolamento” esaustivo che faccia da linea guida per tutti i Paesi dell’area Euro.

Scrivono infatti i legislatori di Bruxelles che “l’esperienza acquisita nell’applicazione della direttiva 89/686/CEE ha evidenziato carenze”, e per questo motivo “al fine di tener conto di tale esperienza e di fornire chiarimenti in merito al quadro nel quale i prodotti oggetto del presente regolamento possono essere resi disponibili sul mercato – con il Regolamento 2016/425 è “opportuno rivedere e migliorare alcuni aspetti della direttiva 89/686/CEE”.

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Una maggiore garanzia quindi per i titolari di aziende e per i datori di lavoro, i quali avranno certificazioni sui dispositivi da acquistare per la sicurezza dei propri dipendenti. Il Regolamento, che si applica a decorrere dal 21 aprile 2018 (è a decorrere da questa data che è abrogata la Direttiva 89/686/CEE), stabilisce che i dispostivi di protezioni individuale “sono nuovi sul mercato dell’Unione al momento di tale immissione sul mercato, vale a dire i DPI nuovi di un fabbricante stabilito nell’Unione oppure i DPI, nuovi o usati, importati da un paese terzo”. E il regolamento “dovrebbe applicarsi a tutte le forme di fornitura, compresa la vendita a distanza”.

La conformità delle aziende sta dunque nell’adeguamento dei dispositivi per ”un elevato livello di salvaguardia di interessi pubblici, quali la salute e la sicurezza, la protezione degli utilizzatori, nonché una concorrenza leale sul mercato dell’Unione”.

Cosa accade se i PDI non sono certificati?

Acquistare DPI provenienti da paesi terzi che entrano nel mercato dell’Unione senza alcuna dichiarazione di conformità o certificazione che ne garantisca i requisiti di adeguamento alla normativa, può comportare una violazione alla normativa che si traduce in sanzioni economiche che andranno a danneggiare l’azienda.

Da un lato il regolamento europeo obbliga gli importatori ad assicurarsi che i DPI immessi sul mercato siano conformi ai requisiti del presente regolamento, evitando l’immissione sul mercato di DPI non conformi o che presentano un rischio. E dall’altro, invece, impone che i “dispositivi progettati e fabbricati per essere indossati o tenuti da una persona per proteggersi da uno o più rischi per la sua salute o sicurezza”.

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