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La corsa all’adeguamento alla nuova normativa sulla privacy in Italia fa registrare dati da capogiro nei primi mesi della sua applicazione. Un primo bilancio, a partire dal 25 maggio, data di entrata in vigore del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali (GDPR), mostra come pubbliche amministrazioni, mondo delle imprese e cittadini abbiano colto l’importanza del nuovo quadro giuridico e le opportunità che esso offre in termini di tutela e garanzie per le persone.

A fornirlo è il Garante della della Protezione dei Dati Personali, che circa due mesi fa ha snocciolato dati inerenti l’adeguamento delle imprese italiane (e non) al nuovo regolamento europeo, il GDPR.

Ecco i dati del Garante della Privacy registrati fino a settembre 2018:

  • Comunicazione dei dati di contatto degli RPD: 40.738
  • Reclami e segnalazioni: 2.547 (1.795 nello stesso periodo 2017)
  • Notificazioni di Data Breach: 305
  • Contatti con l’URP: circa 7.200

GDPR, un esempio Globale

La normativa europea sulla protezione dei dati personali piace anche Oltreoceano. Sta diventando addirittura un prodotto di esportazione, al punto tale che altri Paesi del pianeta stanno prendendo spunto da questa normativa targata Unione Europea. Il GDPR sta diventando infatti un legal benchmark globale. Dopo Giappone, Canada, Brasile e Singapore, anche negli Stati Uniti si va consolidando il consenso politico per nuove regole protettive per gli utenti digitali, non solo a livello statale ma soprattutto federale – protettive per gli utilizzatori di servizi e prodotti digitali che utilizzano dati personali.

Il processo di armonizzazione globale è stato indubbiamente accelerato – ancor prima della piena applicazione del GDPR – lo scorso 10 aprile in occasione dell’audizione al Congresso degli Stati Uniti a Capitol Hill, Washington che ha interessato Mr. Zuckerberg, il CEO di Facebook: audizione in merito allo scandalo globale di Cambridge Analytica che ha evidenziato la carenza di regole idonee a tutelare i cittadini dall’abuso dei loro dati da parte di soggetti non autorizzati dagli interessati.

 

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