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Radioprotezione per apparecchiature RX e Risonanza Magnetica

Radioprotezione per apparecchiature RX e Risonanza Magnetica

Dalle Normative Nazionali D.Lgs 101/2020 e DM 14.01.2021 nonché dalle indicazioni operative per la gestione della sicurezza e della qualità in RX e in Risonanza Magnetica, si apprende che sin dalla fase di installazione di un’apparecchiatura RX e/o RM sono previsti gli interventi dei responsabili della sicurezza (EdR Esperto di Radioprotezione e ER Esperto Responsabile RM), questo perché la radioprotezione è una componente fondamentale nella gestione di tali apparecchiature, al fine di garantire la sicurezza degli operatori, dei pazienti e della popolazione.

La radioprotezione per le apparecchiature RX e Risonanza Magnetica si basa su una serie di misure preventive volte a minimizzare l’esposizione alle radiazioni ionizzanti e elettromagnetiche. Per quanto riguarda le apparecchiature RX, è necessario assicurarsi che le sale operative siano correttamente schermate per evitare dispersione delle radiazioni. Inoltre, devono essere adottate procedure per limitare l’esposizione dei pazienti, come l’utilizzo di grembiuli piombati o collari protettivi.

Per quanto riguarda le apparecchiature di Risonanza Magnetica, bisogna prestare particolare attenzione alla presenza di campi elettromagnetici intensi che possono rappresentare un rischio per chiunque ed in modo particolare per eventuali pazienti portatori di protesi metalliche o dispositivi medici elettronici. E’ importante effettuare una valutazione del rischio prima dell’installazione dell’apparecchiatura RM e adottare misure per proteggere sia gli operatori che i pazienti da eventuali effetti indesiderati.

I responsabili della sicurezza devono assicurarsi che il personale addetto all’utilizzo delle apparecchiature RX e RM sia adeguatamente formato, informato e addestrato sulle procedure di sicurezza da seguire. È fondamentale che gli operatori conoscano i rischi associati all’esposizione alle radiazioni ionizzanti e elettromagnetiche, nonché le misure preventive da adottare per minimizzare tali rischi.

La radioprotezione per le apparecchiature RX e Risonanza Magnetica è un aspetto cruciale nella gestione della sicurezza e della qualità. La corretta installazione delle apparecchiature, insieme all’adozione di misure preventive e alla formazione del personale, contribuiscono a garantire un ambiente sicuro per operatori e pazienti. La radioprotezione rappresenta una responsabilità condivisa tra i responsabili della sicurezza, il personale medico e gli operatori addetti alle apparecchiature, al fine di garantire la massima sicurezza e protezione durante l’utilizzo di tali apparecchiature.

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Radioprotezione per apparecchiature RX e Risonanza Magnetica

Radioprotezione

Cosa significa Radioprotezione nello Specifico?  La radioprotezione è un concetto fondamentale nel campo della sicurezza nucleare e delle applicazioni medicali che coinvolgono l’uso delle radiazioni ionizzanti. Si tratta di un insieme di misure e strategie finalizzate a proteggere gli individui, l’ambiente e il patrimonio genetico dagli effetti dannosi delle radiazioni.

L’obiettivo principale della radioprotezione è quello di minimizzare l’esposizione alle radiazioni, riducendo al minimo i rischi per la salute umana e l’ambiente. Questo viene ottenuto attraverso una serie di azioni preventive, come la limitazione del tempo di esposizione alle radiazioni e la distanza dalla sorgente di radiazione, nonché l’utilizzo di adeguati schermi protettivi.

Nel settore medico, la radioprotezione è particolarmente importante nelle indagini di radiodiagnostica o trattamenti di radioterapia. Durante queste procedure, i pazienti vengono esposti a dosi di radiazioni ionizzanti al fine di diagnosticare o trattare malattie. È fondamentale che tutti i professionisti sanitari interessati adottino misure appropriate per proteggere sia il paziente che loro stessi da eventuali danni causati dalle radiazioni. Ciò include sempre il rispetto delle Norme Interne di Sicurezza nonché all’occorrenza l’utilizzo di DPI dispositivi protettivi individuali ,come grembiuli piombati e guanti in piombo; E’ di fondamentale importanza il monitoraggio regolare dell’esposizione alle radiazioni sia personale che ambientale.

Anche nel campo industriale molto spesso si ricorre all’uso di sorgenti radioattive o apparecchiature Rx per vari scopi, la radioprotezione è altrettanto importante per garantire la sicurezza dei lavoratori e della popolazione. Tutti gli operatori interessati devono essere adeguatamente addestrati per gestire le situazioni anche di emergenza e limitare l’esposizione alle radiazioni. Inoltre, vengono utilizzati sistemi di monitoraggio e controllo per garantire che i livelli di radiazione siano sempre sotto controllo.

La Radioprotezione comprende anche la gestione dei rifiuti radioattivi in modo sicuro ed efficiente. I materiali radioattivi devono essere adeguatamente smaltiti per evitare qualsiasi impatto negativo sull’ambiente e sulla salute umana. Vengono applicate rigorose norme e regolamenti per garantire che il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti radioattivi avvengano nel rispetto delle norme di sicurezza.

La radioprotezione è un aspetto essenziale nella sicurezza sia nelle applicazioni mediche che industriali che prevedano l’uso delle radiazioni ionizzanti. Si tratta di un insieme di misure preventive volte a minimizzare l’esposizione alle radiazioni e a proteggere la salute umana, l’ambiente e il patrimonio genetico. La radioprotezione è fondamentale nel settore medico durante la radioterapia e la radiodiagnostica, dove è necessario proteggere i pazienti e gli operatori sanitari da eventuali danni causati dalle radiazioni.

La radioprotezione si basa su principi fondamentali come la limitazione del tempo di esposizione alle radiazioni e la distanza dalla sorgente di radiazione. Inoltre, si fa uso di dispositivi protettivi come grembiuli piombati e guanti in piombo per ridurre al minimo l’esposizione alle radiazioni. Il monitoraggio regolare dell’esposizione alle radiazioni è anche parte integrante della radioprotezione per garantire che i livelli di radiazione siano sempre sotto controllo.

L’importanza della radioprotezione risiede nel fatto che le radiazioni ionizzanti possono causare danni biologici significativi se non vengono gestite correttamente. Gli effetti delle radiazioni possono variare a seconda della dose e del tipo di radiazione, ma possono includere danni al DNA, malattie come il cancro e disturbi genetici ereditari. Pertanto, la radioprotezione è essenziale per garantire che l’uso delle radiazioni ionizzanti sia sicuro e controllato.

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Radioprotezione per apparecchiature RX

La radioprotezione per apparecchiature RX consiste nel verificare la messa in atto delle strategie di prevenzione e protezione di sicurezza. Questo ambito è fondamentale per garantire la salute e la sicurezza degli operatori che utilizzano queste apparecchiature, nonché dei pazienti sottoposti a esami radiologici e della popolazione.

Le apparecchiature RX, come le macchine Radiogene e i tomografi computerizzati, emettono radiazioni ionizzanti che possono essere dannose per l’organismo umano se non gestite correttamente. Pertanto, è essenziale adottare misure di protezione appropriate per limitare l’esposizione alle radiazioni e minimizzare i rischi associati.

Uno dei principali aspetti della radioprotezione nell’uso di apparecchiature RX è garantire una corretta formazione degli operatori che utilizzano le macchine radiogene. È fondamentale che essi siano consapevoli dei principi di base della radioprotezione, delle modalità di utilizzo sicuro delle apparecchiature e delle precauzioni da adottare durante gli esami radiologici. Inoltre, devono essere in grado di valutare i rischi associati all’utilizzo delle apparecchiature RX e di adottare misure preventive appropriate, limitando il campo di esposizione dei raggi X alla parte interessata e utilizzando i minimi carichi di lavoro per una buona esecuzione dell’esame.

Oltre alla formazione degli operatori, ad una efficiente progettazione delle Barriere Protettive, alla realizzazione di un posto di lavoro per gli operatori protetto, o meglio, posizionato all’esterno delle Zone Controllate, è importante implementare misure tecniche per ridurre al minimo l’esposizione alle radiazioni. Nel settore sanitario, le apparecchiature RX devono essere sottoposte regolarmente a controlli di qualità per garantire una efficienza costante dell’impianto al fine di ridurre il più possibile la dose di radiazione al paziente.

Altro aspetto cruciale della radioprotezione è la gestione delle sostanze radioattive, utilizzate in laboratori specializzati o medicine nucleari e dei rifiuti radioattivi prodotti nell’uso di dette sostanze. Questi rifiuti devono essere smaltiti in modo sicuro e conforme alle normative vigenti per evitare l’inquinamento ambientale e proteggere la salute delle persone.

Infine, è utile sottolineare ancora l’importanza di un monitoraggio sistematico dell’esposizione alle radiazioni degli operatori che utilizzano le apparecchiature RX o comunque RI. Ciò può essere fatto attraverso la misurazione delle dosi di radiazione assorbite, con dosimetri a film-badge o a termoluminescenza.

Radioprotezione per apparecchiature RM

La radioprotezione per apparecchiature RM (Risonanza magnetica) consiste nel verificare la messa in atto delle strategie di prevenzione e protezione di sicurezza DURANTE l’utilizzo di tali dispositivi medici avanzati. L’obiettivo principale della radioprotezione è garantire che il personale medico, i pazienti E LA POPOLAZIONE siano esposti a un livello minimo di radiazioni elettromagnetiche durante le procedure di acquisizione di imaging ad alta risoluzione.

Le apparecchiature RM utilizzano campi elettromagnetici intensi e onde radio per generare immagini dettagliate dei tessuti interni del corpo umano. Tuttavia, l’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche può comportare rischi per la salute, come danni cellulari e potenziale sviluppo di patologie. Pertanto, è fondamentale implementare misure di sicurezza e protocolli adeguati per minimizzare tali rischi.

Uno dei principali aspetti della radioprotezione per apparecchiature RM è la corretta formazione del personale medico coinvolto nell’utilizzo di tali dispositivi.

Il personale deve essere consapevole dei rischi associati all’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche e delle tecniche appropriate per ridurre al minimo tale esposizione.

La progettazione di un reparto di RM richiede una adeguata preparazione e gli ER Esperti Responsabili applicano tutte le disposizioni normative atte a garantire la sicurezza degli operatori, del paziente e della popolazione.

Esistono valori limite di riferimento per l’esposizione a campi magnetici e una progettazione accurata fa sì che gli stessi vengano rispettati in qualunque circostanza.

Particolare attenzione va riservata agli impianti di aria nelle condizioni di normalità lavorativa ma anche in situazioni di emergenza dove la fuoriuscita di Elio può produrre maggiori danni rispetto ai campi magnetici.

La vigente normativa fornisce indicazioni utili alla progettazione di impianti RM.

E’ importante effettuare regolari controlli tecnici sulle apparecchiature RM, come previsto dal DM14.01.2021, per garantire che siano in condizioni di funzionamento ottimali. Questi controlli devono essere effettuati da personale specializzato (ER) al fine di identificare eventuali anomalie o malfunzionamenti che potrebbero aumentare il rischio di esposizione alle radiazioni elettromagnetiche.

L’esecuzione di un indagine RM è preceduta sempre da una anamnesi del paziente e quindi da una autorizzazione all’esecuzione dell’esame, da parte del medico radiologo responsabile. E’ fondamentale educare i pazienti sulle misure di radioprotezione e sui potenziali rischi associati all’utilizzo delle apparecchiature RM.

I pazienti devono essere sempre invitati a rimuovere eventuali oggetti metallici, sarà effettuato cmq un test con metal-detector; eventuali dispositivi medici impiantati vanno indicati all’operatore prima di sottoporsi a una procedura di imaging RM.

Verifica della gabbia di Faraday

La legge prevedere la registrazione delle prove di accettazione e dei controlli di qualità periodici della Gabbia di Faraday con cadenza annuale. La gabbia di Faraday è un dispositivo utilizzato per proteggere gli strumenti elettronici sensibili dalle radiazioni elettromagnetiche esterne. È essenziale garantire che la gabbia funzioni correttamente per evitare danni ai dispositivi all’interno o produrre false immagini.

La verifica della gabbia di Faraday è un processo fondamentale per assicurarsi che il sistema sia in grado di fornire una protezione adeguata. Durante la verifica, vengono eseguite diverse prove per valutare l’efficacia della gabbia nel bloccare le radiazioni elettromagnetiche.

Una delle prime prove da effettuare è la misurazione dell’attenuazione delle radiazioni. Questa misura viene eseguita utilizzando un generatore di segnali ad alta frequenza e un misuratore di potenza. Il generatore emette segnali a diverse frequenze, mentre il misuratore rileva la potenza del segnale trasmesso attraverso la gabbia. Confrontando la potenza del segnale trasmesso con quella del segnale originale, è possibile determinare l’attenuazione delle radiazioni.

Inoltre, è importante verificare l’integrità strutturale della gabbia. Vengono eseguiti controlli visivi per identificare eventuali danni o deformazioni nella struttura. In caso di danni, è necessario intervenire tempestivamente per riparare o sostituire le parti danneggiate al fine di garantire un’adeguata protezione.

Un’altra prova fondamentale è la misurazione del campo elettromagnetico all’interno della gabbia. Questa misura viene effettuata utilizzando un analizzatore di spettro o un misuratore di campi elettromagnetici. L’obiettivo è verificare che il campo all’interno della gabbia sia al di sotto dei limiti di sicurezza stabiliti dalle normative vigenti.

La registrazione delle prove di accettazione e dei controlli di qualità periodici è essenziale per mantenere un tracciato dettagliato delle performance della gabbia nel tempo. Questo permette di identificare eventuali anomalie o malfunzionamenti e prendere le opportune azioni correttive.

La verifica della gabbia di Faraday è un processo cruciale per garantire la protezione efficace degli strumenti elettronici sensibili dalle radiazioni elettromagnetiche esterne. Attraverso prove di attenuazione delle radiazioni, controlli strutturali e misurazioni del campo elettromagnetico, è possibile valutare l’efficacia della gabbia nel bloccare le radiazioni. La registrazione delle prove di accettazione e dei controlli di qualità periodici permette di mantenere un tracciato dettagliato delle performance della gabbia nel tempo, identificando eventuali anomalie o malfunzionamenti. Assicurarsi che la gabbia di Faraday funzioni correttamente è fondamentale per evitare danni ai dispositivi all’interno e garantire la sicurezza del sistema.

Radioprotezione per apparecchiature By Logica

In materia di Risonanza Magnetica ed RX la LOGICA SERVIZI offre i seguenti servizi: Analisi e verifica dei luoghi di lavoro, Progetto di fattibilità, Progetto strutturale dei carichi, Progettazione barriere protettive, Sorveglianza fisica, Incarico Esperto di Radioprotezione, incarico di Esperto Responsabile RM, incarico di Fisico Medico e di Medico Autorizzato, Controlli di qualità, Verifica della gabbia di Faraday, Consulenza sulla salute e sicurezza sul lavoro.

Uno dei servizi offerti dalla LOGICA SERVIZI è l’analisi e la verifica dei luoghi di lavoro. Questo processo consiste nell’identificazione e nell’analisi dei potenziali rischi radiologici presenti nell’ambiente di lavoro. Attraverso misurazioni precise e valutazioni dettagliate, gli esperti della LOGICA SERVIZI sono in grado di individuare i punti critici e suggerire le misure correttive necessarie per ridurre al minimo l’esposizione alle radiazioni.

Un altro servizio chiave offerto dalla LOGICA SERVIZI è il progetto di fattibilità. Questo servizio si concentra sull’analisi delle esigenze specifiche del cliente e sulla valutazione della fattibilità tecnica ed economica della realizzazione di una struttura adeguata alla radioprotezione. Gli esperti della LOGICA SERVIZI lavorano a stretto contatto con il cliente per sviluppare soluzioni personalizzate che soddisfino le sue esigenze specifiche.

La progettazione strutturale dei carichi è un altro aspetto importante nella realizzazione di impianti e reparti di alta diagnostica. La LOGICA SERVIZI fornisce un supporto completo nella progettazione di strutture e impianti che possano sopportare i carichi derivanti dall’utilizzo di apparecchiature RX e Risonanza Magnetica assicurando la stabilità e la sicurezza delle strutture, prevenendo il rischio di incidenti e danni materiali.

La progettazione di barriere protettive è un ulteriore servizio offerto dalla LOGICA SERVIZI. Le barriere protettive sono essenziali per ridurre l’esposizione alle radiazioni ionizzanti. Gli esperti della LOGICA SERVIZI utilizzano le loro competenze tecniche per progettare e implementare sistemi di schermatura efficaci, garantendo una protezione adeguata al personale che opera nelle vicinanze dell’apparecchiatura ed alla popolazione.

La sorveglianza fisica è un’altra componente cruciale della radioprotezione per apparecchiature. La LOGICA SERVIZI offre servizi di sorveglianza fisica per monitorare costantemente l’ambiente di lavoro e garantire il rispetto delle normative di radioprotezione. Ciò include la misurazione delle radiazioni ambientali, l’ispezione delle apparecchiature e la verifica della corretta applicazione delle misure di sicurezza.

La LOGICA SERVIZI offre inoltre professionisti che possono assumere l’incarico Esperto Responsabile e Esperto di Radioprotezione. Questo ruolo consiste nella designazione di una figura professionale prevista dall’attuale normativa, che si occupa della Sorveglianza Fisica, della gestione e del monitoraggio dei dispositivi radiologici e RM assumendosi il compito di garantire la corretta applicazione delle normative di radioprotezione, il mantenimento della documentazione e la formazione del personale coinvolto nell’utilizzo delle apparecchiature.

I controlli di qualità sono un aspetto fondamentale per garantire il corretto funzionamento delle apparecchiature radiologiche e la precisione dei risultati ottenuti. La LOGICA SERVIZI fornisce servizi di controllo qualità attraverso test periodici sulle apparecchiature, calibrazioni e verifiche delle prestazioni. Ciò assicura l’affidabilità dei risultati e riduce al minimo i rischi associati all’utilizzo delle apparecchiature stesse.

Infine, la verifica della gabbia di Faraday è un servizio offerto dalla LOGICA SERVIZI per garantire una protezione adeguata contro le interferenze elettromagnetiche esterne nelle aree in cui sono presenti apparecchiature sensibili, come la Risonanza Magnetica. La gabbia di Faraday è una struttura che scherma l’area di lavoro da campi elettrici e magnetici esterni, garantendo la qualità delle immagini.

In conclusione, la LOGICA SERVIZI offre una vasta gamma di servizi specializzati nella radioprotezione per apparecchiature RX e Risonanza Magnetica. Questi servizi sono essenziali per garantire la sicurezza e la protezione del personale che opera con queste apparecchiature, nonché per conformarsi alle normative vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

La competenza e l’esperienza degli esperti della LOGICA SERVIZI
assicurano soluzioni personalizzate e di alta qualità per le esigenze specifiche dei clienti.

Radioprotezione per apparecchiature RX e Risonanza Magnetica
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FORMAZIONE 81 08

FORMAZIONE 81/08

Formazione dei lavoratori (Formazione 81/08)

La formazione dei lavoratori in materia di salute e sicurezza è sempre obbligatoria in ogni azienda di qualsiasi settore in cui sia presente un lavoratore.
Costituisce una delle principali misure di sicurezza per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.
L’obbligo di formare tutti i lavoratori ricade sul datore di lavoro secondo l’art. 37 del D.Lgs 81/08 : Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti

Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a:
a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza;
b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.

La formazione può essere di 4 tipi:

Formazione Generale: formazione per tutti i lavoratori e tratta di argomenti generali di prevenzione e protezione, danno/rischio, DPI etc che tutti i lavoratori devono sapere;
Formazione speciale: è una formazione per le figure di sistema inserite nel grande reparto della Prevenzione e Protezione e in questa categoria rientrano: datore di lavoro, preposti, dirigenti, RLS, RSPP, Addetti alla prevenzione Incendi, Addetti al Primo Soccorso.
Formazione su rischi specifici: è una formazione da fare a tutti quei lavoratori che svolgono mansioni particolari e che possono essere sposti a particolari tipi di rischi. In questa categoria troviamo: lavori in quota, lavoro in spazi confinati, esposizione a sostanze chimiche/biologiche pericolose, agenti fisici in generale)
Formazione su macchine e attrezzature: è una formazione rivolta a lavoratori che devono condurre macchine particolari. Rientrano in questa categoria i lavoratori che: movimentano gru, piattaforme di lavoro elevabili etc. in questo caso vi è anche una parte di addestramento che può essere fatta esclusivamente da un collega più esperto che ne abbia le certificate esperienze.


Il comma 1 dell’art. 37 introduce un altro importante aspetto, i diversi tipi di formazione la durata, la validità e l’aggiornamento che possiamo riassumere nella tabella che segue:

FORMAZIONE 81 08 - accordo stato regioni formazione lavoratori - formazione generale lavoratori

 

 

FORMAZIONE 81 08 - FORMAZIONE 81 08 - accordo stato regioni formazione lavoratori - formazione generale lavoratori

In base all’ accordo Stato – Regioni del 21/12/11 vengono stabiliti sia i programmi di formazione per i lavoratori che anche le modalità di erogazione, in particolare possono essere fatti in modalità e-learning sia la formazione generale, la formazione specifica rischio basso e gli aggiornamenti, mentre per quanto riguarda i rischi specifici questi vengono organizzati in presenza perché per alcuni vengono previsti anche simulazioni/addestramento.
Il lavoratore inoltre ha l’obbligo di frequentare i corsi di formazione come specificato dall’ art 20 del D.Lgs 81/08 comma 1 e comma 2 lettera h):

Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro.

h) partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro;

QUANDO FARE LA FORMAZIONE AI LAVORATORI:

Come riportato dal comma 4 dell’ art. 37 la formazione deve avvenire nei seguenti casi:
La formazione e, ove previsto, l’addestramento specifico devono avvenire in occasione:
a) della costituzione del rapporto di lavoro o dell’inizio dell’utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro;
b) del trasferimento o cambiamento di mansioni; (3)
c) della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e miscele pericolose. (5)
In particolare nel caso del comma 4 lettera a) , come stabilito dall’ Accordo Stato Regioni del 21/12/11 la formazione deve essere completata entro 60 giorni dall’assunzione.

CHI PUO’ EROGARE I CORSI DI FORMAZIONE SULLA SICUREZZA?

I Docenti che possono erogare corsi in materia di salute e sicurezza del lavoro devono possedere la qualifica di formatore sulla sicurezza prevista dal D.I. 6/3/2013

Sede Operativa – Servizi Tecnici – Via Vizzini 65, 00132 Roma
Tel: 06 45431710

Indirizzo email per assistenza informazioniinfo@logicaservizi.eu

FORMAZIONE 81 08 - accordo stato regioni formazione lavoratori - formazione generale lavoratori

Accordo stato regioni formazione lavoratori 
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FORMAZIONE 81/08
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Il Responsabile della protezione dei dati ( DPO ) - Logica servizi

Il Responsabile della protezione dei dati (DPO) chi è e in quali casi è obbligatorio nominarlo

Il Responsabile della protezione dei dati (DPO) chi è e in quali casi è obbligatorio nominarlo

Il Responsabile della Protezione dei dati o DPO (Data Protection Officer) è una figura privacy che viene introdotta con il GDPR. Il DPO essenzialmente è colui che fornisce al Titolare o al Responsabile del Trattamento dei dati consulenza sul rispetto delle norme in materia di protezione dei dati.
Il DPO, sia che esso sia soggetto interno o esterno all’impresa, deve essere dotato di adeguata e comprovata conoscenza della normativa, deve essere indipendente, (ovverosia non deve ricevere istruzioni dal vertici aziendali) e non deve svolgere altri compiti e funzioni che possano generare e dare adito ad un conflitto di interesse.

Vista la peculiarità dei delle sue mansioni, il DPO deve avere competenze multidisciplinare e trasversali che spaziano da conoscenze giuridiche , informatiche, di risk management ,di analisi dei processi, ed ancora di project management e di team management.
L’attività del DPO è continuativa nel tempo tuttavia, nell’ottica del rispetto del principio di accountability, provvede attraverso la sua azione ad elaborare dei report e documenti periodici al fine di dare prova dello stato della Data protection all’interno dell’organizzazione in cui opera.
La attività principali del Data Protection Officer sono:
– Vigilare sull’osservanza al GDPR e alle norme nazionali in materia di data protection
– Informare e fornire al titolare del trattamento dei dati personali, al responsabile o agli incaricati consulenza in merito agli obblighi derivanti dal GDPR
– Fornire quando richiesto un parere sulle valutazioni di impatto sulla protezione dei dati (c.d DPIA)
– Cooperare e fungere da punto di contatto con il Garante Privacy
– Analizzato quali siano i compiti del Data Protection Officer occorre chiarirne quando questo debba essere nominato.

Ebbene il GDPR disciplina che il DPO può essere designato su base volontaria o su base obbligatoria.
La sua designazione risulta obbligatoria qualora sussista uno dei seguenti requisiti:
– Il trattamento viene svolto da una “autorità pubblica” o da un “organismo pubblico”
– Quando il trattamento di dati consiste in un monitoraggio regolare e sistematico di interessati su “larga scala”
– Quando l’attività principale consiste nel trattamento su larga scala di dati particolari (Sensibili) o di dati relativi a condanne penali e reati

E importante fare chiarezza su cosa debba intendersi sul per “Larga scala” in questo caso ci viene in aiuto il
considerando 91 del GDPR e le indicazioni suggerite dal Gruppo di Lavoro WP29 secondo cui per determinare il concetto di la larga scala occorre tener conto dei seguenti fattori:
– del numero dei soggetti interessati al trattamento, in termini assoluti ovvero  espressi in percentuale della popolazione di riferimento
– il volume dei dati e o le diverse tipologie dei dati trattati
– la durata del trattamento
– la portata geografica.

Il Responsabile della protezione dei dati ( DPO ) - Logica servizi

Elenco non esaustivo delle tipologie di imprese private che sono soggette all’obbligo di designazione :

Concessionari di servizi pubblici;istituti di credito; imprese assicurative; sistemi di informazione creditizia; società finanziarie; società di revisione contabile; società di recupero crediti;società di informazioni commerciali; istituti di vigilanza; partiti e movimenti politici; sindacati; caf e patronati; società operanti nel settore delle utilities (telecomunicazioni, distribuzione di energia elettrica o gas, ecc.); imprese di somministrazione di lavoro e ricerca del personale; società operanti nel settore della cura della salute, della prevenzione/diagnostica sanitaria quali ospedali privati, terme, laboratori di analisi mediche e centri di riabilitazione; società di call center; società che forniscono servizi informatici; società che erogano servizi televisivi a pagamento.

L’Autorità Garante, per supportate le organizzazioni private ha provveduto a fornire un elenco non esaustivo delle attività soggette all’obbligo di designazione, sebbene non siano comprese tutte le attività l’elenco è utile per definire un parametro.

Sede Operativa – Servizi Tecnici – Via Vizzini 65, 00132 Roma
Tel: 06 45431710

Indirizzo email per assistenza informazioniinfo@logicaservizi.eu

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Il Responsabile della protezione dei dati (DPO) 
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Chi redige il DVR

Chi redige il DVR

Chi redige il DVR

  1. Il DVR è il Documento di Valutazione dei Rischi che contiene la valutazione e l’analisi di tutti i rischi connessi alla salute e alla sicurezza dei lavoratori nell’ambito di una organizzazione dove prestano la loro attività lavorative.
    Il DVR deve essere elaborato in forma scritta per ogni organizzazione, indipendentemente dal tipo di attività all’interno del quale dove è presente almeno un lavoratore, dove viene definito “lavoratore”, secondo il D.Lgs 81/08

    “Una Persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore così definito è equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell’ente stesso; l’associato in partecipazione di cui all’articolo 2549, e seguenti del Codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all’articolo 18 della Legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle Leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l’allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l’allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione; i volontari del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile; il lavoratore di cui al decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni.”

Secondo l’art. 17, il documento di valutazione dei rischi è un’attività non delegabile del datore di lavoro che si avvale della collaborazione dell’RSPP (Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione), del Medico Competente e dell’RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza).

Secondo l’art. 28 del D.Lgs 81/08 il contenuto del DVR riguarda:

  1. attrezzature di lavoro;
  2. sostanze o miscele chimiche impiegate;
  3. sistemazione dei luoghi di lavoro;
  4. stress lavoro-correlato (secondo i contenuti dell’Accordo Europeo dell’8 ottobre 2004);
  5. lavoratrici in stato di gravidanza (secondo quanto previsto dal dlgs 151/2001);
  6. differenze di genere;
  7. età;
  8. provenienza da altri Paesi;
  9. tipologia contrattuale;
  10. possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri temporanei o mobili.

 

Chi redige il DVR

1) Per Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione si intende una persona, designata dal Datore di Lavoro, in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi (art. 2 del D.Lgs. 81/08).
L’Art. 32 comma 1 dice che:
“Le capacità ed i requisiti professionali dei responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione interni o esterni devono essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative.

L’Art. 32 comma 2 dice che:

“Per lo svolgimento delle funzioni da parte dei soggetti di cui al comma 1, è necessario essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore nonché’ di un attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative.

Per lo svolgimento della funzione di responsabile del servizio prevenzione e protezione, oltre ai requisiti di cui al precedente periodo, è necessario possedere un attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e da stress lavoro-correlato di cui all’articolo 28, comma 1, di organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali”

L’Allegato II del D.lgs. 81/08 dice che:

Il datore di lavoro che intende svolgere i compiti del RSPP deve frequentare corsi di formazione, di durata minima di 16 ore e massima di 48 ore e relativi corsi di aggiornamento periodici, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative, nel rispetto dei contenuti e delle articolazioni definiti mediante Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.

2) Il medico competente, secondo la definizione dell’articolo 2, comma 1, lettera h del Decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, è un sanitario in possesso dei titoli professionali e dei requisiti  previsti dall’articolo 38 dello stesso decreto, che collabora alla valutazione dei rischi ed effettua la sorveglianza sanitaria, a tutela dello stato di salute e della sicurezza dei lavoratori.
L’Art. 38 comma 1 dice che:

Per svolgere le funzioni di medico competente è necessario possedere uno dei seguenti titoli o requisiti:
a) specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica;
b) docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro;
c) autorizzazione di cui all’articolo 55 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277;
d) specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale.

L’Art 38 comma 2 dice che:

I medici in possesso dei titoli di cui al comma 1, lettera d), sono tenuti a frequentare appositi percorsi formativi universitari da definire con apposito decreto del Ministero dell’università e della ricerca di concerto con il Ministero della salute.

Conclusione
Come evidenziato dagli articoli di legge del D.Lgs 81/08 riportati in precedenza il DVR deve essere redatto in forma scritta obbligatoriamente dal datore di lavoro che non può delegare questa attività ma può avvalersi della collaborazione dell’RSPP e del Medico Competente.
Queste due figure professionali che supportano il Datore di Lavoro come specificato nell’ Art. 32 e nell’ Art. 38 del medesimo decreto devono possedere dei precisi requisiti in termini di titoli, formazione e competenze che vengono verificate attraverso le certificazioni ottenute al termine dei suddetti percorsi formativi e verifiche fatte direttamente in campo.

Inoltre, come descritto nell’ Allegato II del D.Lgs 81/08, il datore può svolgere la funzione di RSPP nelle seguenti circostanze e dopo aver frequentato corsi di formazione di durata minima di 16 ore e massima di 48 ore e relativi corsi di aggiornamento periodici, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative, nel rispetto dei contenuti e delle articolazioni definiti mediante Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano:

  • Aziende artigiane e industriali: fino a 30 lavoratori
    Escluse le aziende industriali di cui all’art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, e successive modifiche, soggette all’obbligo di dichiarazione o notifica ai sensi degli articoli 4 e 6 del decreto stesso, le centrali termoelettriche, gli impianti ed i laboratori nucleari, le aziende estrattive e altre attività minerarie, le aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni, le strutture di ricovero e cura sia pubbliche sia private.
  • Aziende agricole e zootecniche: fino a 30 lavoratori
  • Aziende della pesca: fino a 20 lavoratori
  • Altre aziende: fino a 200 lavoratori

 

 

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Obblighi di formazione  secondo il GDPR

Obblighi di formazione  secondo il GDPR

Obblighi di formazione  secondo il GDPR

Nella normativa nazionale previgente, ovvero nel C.d. Codice Privacy, era espressamente indicato e previsto l’obbligo della formazione in materia di trattamenti dei dati personali. Infatti, la norma regolava in maniera puntuale la realizzazione di interventi formativi destinati agli incaricati del trattamento :
“la previsione di interventi formativi degli incaricati del trattamento, per renderli edotti dei rischi che incombono sui dati, delle misure disponibili per prevenire eventi dannosi, dei profili della disciplina sulla protezione dei dati personali più rilevanti in rapporto alle relative attività, delle responsabilità che ne derivano e delle modalità per aggiornarsi sulle misure minime adottate dal titolare” e ne definiva i tempi “la formazione è programmata già al momento dell’ingresso in servizio, nonché in occasione di cambiamenti di mansioni, o di introduzione di nuovi significativi strumenti, rilevanti rispetto al trattamento di dati personali.”
Con l’avvento del GDPR tali disposizioni sono state abrogate, tuttavia nel testo del Regolamento Europeo, sono numerosi gli articoli che fanno riferimento, in maniera esplicita o implicita, agli obblighi di formazione.

 

Obblighi di formazione  secondo il GDPR

 

Gli articoli di legge di maggior interesse, a riguardo di obblighi di formazione  secondo il GDPR, sono:

Articolo 29 GDPR

“ll responsabile del trattamento dei dati, o chiunque agisca sotto la sua autorità, e che abbia accesso ai dati personali, deve essere istruito dal titolare del trattamento”.

Articolo 32 GDPR

“chiunque agisca sotto l’autorità del titolare e abbia accesso ai dati personali, non deve trattare tali dati se non è istruito in tal senso dal titolare del trattamento, salvo che lo richieda il diritto dell’Unione o degli Stati Membri”
O ancora che, il Titolare e responsabile “mettono in atto misure tecniche e organizzative adeguate per garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio” intendendo ribadire in questo modo che la formazione è di fatto una misura di sicurezza per la protezione dei dati personali

Articolo 39 GDPR

Nell ’articolo 39 si rimarca l’importanza del ruolo del DPO per la formazione “Il DPO deve curare la sensibilizzazione e la formazione del personale che partecipa ai trattamenti e alle attività di controllo”.

Articolo 47 GDPR

Nel disciplinare le norme vincolanti d’impresa dispone che a comporne il contenuto minimo necessario al trasferimento concorra in maniera considerevole anche “l’appropriata formazione in materia di protezione dei dati al personale che ha accesso permanente o regolare ai dati personali”.

Sull’argomento si espresso, con un suo parere datato 2010, Il gruppo di lavoro WP29 (3/2010) da ritenersi tutt’oggi ancora valido. Nel documento redatto il WP29 riteneva fondamentale includere fra le necessarie misure di sicurezza da implementare “un’adeguata formazione e istruzione del personale in materia di protezione dei dati”.

In conclusione appare evidente che nell’attuale panorama normativo la formazione debba essere considerata come  prerequisito necessario per tutti coloro che, a qualunque titolo, agiscano ed operino sui dati personali.

La formazione dovrà essere realizzata su misura e in base alle specifiche esigenze e peculiarità dell’organizzazione e dei trattamenti da questa posti in essere.
Potrà basarsi sull’analisi di casi pratici e dovrà essere differenziata in base alla mansione aziendale dei singoli soggetti che si desidera formare.

Attenzione !!!

L’adempimento dell’obbligo di formazione può essere oggetto di controllo da parte del Autorità Garante, che potrebbe voler acquisire, per verificare la compliance aziendale la seguente documentazione

  1. il programma del percorso formativo,
  2. le dispense e i test finali,
  3. l’elenco dei soggetti a cui è stata erogata,
  4. Organigramma aziendale
  5. i livelli di autorizzazioni e di policy aziendali.

In caso di mancata erogazione, scatta, ai sensi dell’articolo 83 del GDPR una sanzione amministrativa fino a 10 milioni di euro o fino al 2% del fatturato mondiale annuo dell’anno precedente.

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Obblighi di formazione  secondo il GDPR

 

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sicurezza sul lavoro roma

Sicurezza del lavoro

Tema Sicurezza sul lavoro 

Il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro è un tema sempre molto attuale in quanto non è mai abbastanza il tempo impiegato per trasmettere ai lavoratori, e non solo, la cultura della sicurezza che deve partire prima di tutto dai lavoratori stessi che devono creare un ambiente sicuro per la loro salute e per quella dei colleghi in modo tale da diminuire infortuni, malattie professionali e addirittura decessi.

sicurezza sul lavoro roma

Da un punto di vista normativo chi si occupa di questa importantissima tematica è il D.Lgs 81/08 che si occupa di descrivere ambienti e applicazioni, le figure obbligatorie che si occupano di sicurezza, la formazione, la Documentazione di Valutazione del Rischio, Certificazioni etc. Tutte le normative in ottica di Sicurezza del lavoro entrano in gioco ogni qual volta che abbiamo a che fare anche con un solo lavoratore indipendentemente dalla tipologia contrattuale e dal settore produttivo dell’azienda.

Da un punto di vista documentale ogni azienda deve elaborare la seguente documentazione obbligatoria per legge: Organigramma sulla sicurezza, Verbali inerenti all’attività di Prevenzione e Protezione (riunione periodica, sopralluogo del Medico Competente, prove di esodo), Verbali di consegna Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) e Documentazione attestante l’avvenuta formazione obbligatoria.

Organigramma sulla sicurezza

Nell’Organigramma sulla sicurezza, oltre al datore di lavoro, troviamo le figure che per legge devono essere nominate: figure operative come Dirigenti, Preposti e Lavoratori; figure che collaborano con il Datore di Lavoro, l’RSPP e l’ASPP per quanto concerne il Servizio di Protezione e Protezione, il Medico Competente e le figure relative alle Emergenze (Addetti Antincendio e Addetti Primo Soccorso).

Documento di Valutazione del Rischio

Per quanto concerne invece il Documento di Valutazione del Rischio ciascuna azienda, in base all’attività di cui si occupa deve riportare le analisi sulle tipologie di rischio con cui tutte le figure presenti in azienda (e in special modo i lavoratori) possono venire a contatto: chimico, biologico, rumore, vibrazioni, agenti cangerogeni, radon, microclima, illuminamento, movimentazione manuale dei carichi, radiazioni ottiche artificiali, campi elettromagnetici.

Logica Servizi – Sicurezza sul lavoro Roma sicurezza sul lavoro roma

Logica Servizi Srl si propone sul mercato come una società con consolidata esperienza nell’ambito della Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro a Roma e provincia, che pone al centro della sua mission la Formazione del Datore di Lavoro e dei suoi lavoratori, attraverso corsi di formazione e informazione pensati ad hoc (sia di base che di aggiornamento) coinvolgendo tutte le principali figure lavorative con l’obiettivo di contribuire a trasmettere la cultura della Sicurezza nelle Aziende.

Inoltre Logica Srl, a supporto dell’impegno verso il tema della Sicurezza sul Lavoro a Roma, annovera tra i suoi servizi anche delle campagne di misure per quanto riguarda il rumore, il microclima e l’illuminamento che evidenziano lo stato di salute dell’ “Azienda Cliente” dal punto di vista dei rischi sopra citati di rumore, microclima e illuminamento e a cui Logica fornisce in caso di necessità una consulenza per migliorare e/o risanare uno stato non ottimale dal punto di vista di Salute e Sicurezza sul luogo di Lavoro.

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Sicurezza del lavoro Roma
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ASPP - Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione

ASPP: Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione

ASPP – Addetto al Servizio di Prevenzione e ProtezioneASPP - Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione

L’Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione ( ASPP ) è una figura non obbligatoria per legge ma che viene in supporto all’operato dell’RSPP e può essere sia una figura interna che esterna ma qualora fosse un dipendente questo ruolo non può essere assunto insieme a quello di RLS.

Viene nominato dal Datore di Lavoro ed è utile in tutti quei casi in cui l’azienda abbia una dimensione tale per cui l’RSPP necessiti di un aiuto nel portare a compimento le sue mansioni o in tutte quelle situazioni in cui il datore di lavoro voglia aumentare il grado di sicurezza: infatti il Datore di Lavoro gestisce ed è
responsabile in prima persona di quanto avviene in azienda dal punto di vista di prevenzione e protezione ma per farlo nella maniera corretta si basa su informazioni che gli vengono fornite dall’RSPP ed eventualmente dall’ASPP.

FORMAZIONE DELL’ASPP

Per poter diventare un ASPP in azienda bisogna possedere almeno il titolo di diploma e aver frequentato specifici corsi di formazione (che sono gli stessi dell’RSPP a meno del MODULO C) come ci dice anche l’Art. 32 del D.Lgs
81/08:“è necessario essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore nonché di un attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative”.”
Analogamente a quanto vale per l’RSPP, se si è in possesso di specifici titoli di laurea si può essere esenti dal modulo generale.

COMPITI DELL’ASPP

L’ASPP deve svolgere i suoi compiti secondo un codice etico e a tutela della salute e sicurezza di tutti i lavoratori dipendenti e di rispondere costantemente al datore di lavoro e all’RSPP che supervisionano il suo operato.
Avendo detto in precedenza che l’ASPP supporta l’operato dell’RSPP e a lui ne da conto, i compiti a lui assegnati si sovrappongono con quelli dell’RSPP:
• Indicare le possibili fonti di rischio all’interno del luogo di lavoro;
• Progettare tutte le necessarie misure di prevenzione e protezione riguardo a ciascun tipo di rischio nel rispetto delle risorse umane;
• Sviluppare e preparare tutte le procedure di sicurezza conseguenti

Per assolvere al suo compito, l’ASPP deve raccogliere informazioni essenziali sulla propria azienda o attività mentre il Datore di lavoro deve a lui fornire, cosi come all’RSPP una serie di informazioni utili per svolgere i loro obblighi nel migliore dei modi:
• Tipologia dei rischi specifici;
• Descrizione del funzionamento degli impianti, macchine, apparati elettrici, attrezzature, strumenti etc e dello svolgimento dei processi di lavoro;
• L’organizzazione e la programmazione del lavoro e le misure di prevenzione e protezione adottate;
• Informazioni su malattie e infortuni e se questi comportano una assenza superiore a un giorno lavorativo;
• Ogni provvedimento, accorgimento o passi stabiliti da organismi di vigilanza

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ASPP - Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione 657

ASPP
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Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione - RSPP - 3

RSPP: Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione

RSPP – Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione

Il Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione (RSPP) è una figura che è stata introdotta insieme al concetto di risk assestment e risk management ossia a livello comunitario è stato deciso di introdurre nelle aziende delle figure che si occupino sia dell’analisi e della valutazione dei rischi delle attività dell’azienda, sia della gestione dei rischi quindi tutto quello che riguarda anche la misure di prevenzione e protezione da mettere in atto per evitare che i pericoli possono generare un danno. In particolare quindi il datore di lavoro può o esso stesso ricoprire la posizione di RSPP oppure può farsi supportare da delle figure interne/esterne alla società stessa, ma in una qualche maniera è obbligato ai sensi del D.Lgs 81/08.

Quindi dal livello europeo recepiamo le disposizioni inerenti alla nomina di questa figura nel D.Lgs 81/08 (Art. 31 e 32). Inoltre la nomina dell’RSPP è un obbligo del datore di lavoro stabilito dal comma 1 lettera […] b) dell’Art. 17 del D.Lgs 81/08.

[…] b)“la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi.”

RSPP - Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione

FORMAZIONE DELL’RSPP

Per essere nominato un RSSP deve prima di tutto possedere i seguenti requisiti:
• Un titolo di studio non inferiore al diploma;
• comprovata esperienza di almeno 6 mesi nel ruolo di RSSP (in assenza del titolo di studio) ;
• attestato di frequenza di corsi di formazione e aggiornamenti specifici sulla figura dell’RSPP Modulo A (formazione generica), Modulo B e Modulo C (formazione specifica);

Si può essere esonerati dal Modulo A se si è in possesso di determinati titoli di laurea.

NOMINA DELL’RSPP

La nomina avviene tramite un atto scritto firmato dal datore di lavoro e per accettazione dall’RSPP nominato e va conservato insieme al documento di valutazione dei rischi anche esso obbligatorio per legge.

All’interno di una azienda va nominato un solo RSPP ma se la realtà e le attività lo richiedono può essere aiutato da degli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP).

COMPITI DELL’RSPP

• Collaborare insieme a Datore di Lavoro,RLS e Medico Competente alla Stesura del Documento di Valutazione dei Rischi;
• Individuare i fattori di rischio, procedere alla valutazione dei rischi e individuare misure di prevenzione e protezione inerenti a salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
• Elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;
• Proporre programmi di formazione e informazione;
• Prendere parte alle riunioni periodiche previste dall’Art. 35 del D.Lgs 81/08
• Procedere con l ‘informazione dei lavoratori come previsto dall’Art. 36 del D.Lgs 81/08

Inoltre a supporto dell’ importanza che riveste la figura dell’RSPP , ricordiamo che in caso di inadempimenti o mancanze da parte del datore di lavoro e dell’RSPP riguardo l’individuazione e la valutazione di tutti i rischi presenti in azienda, cosi come la mancanza della nomina dell’RSPP si può intercorrere in
sanzioni amministrative e/o penali ( dipendentemente ovviamente dalla gravità della mancanza e se questa ha provocato un incidente/infortunio sul luogo di lavoro) come descritto nel Capo IV – Disposizioni Penali , Art. 55 – Sanzioni
per il datore di lavoro e il dirigente riportato nel D.Lgs 81/08.

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RSPP - Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione

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Sicurezza sul lavoro - logica servizi

Sicurezza del lavoro

Sicurezza del lavoro : Quali sono le norme di sicurezza sul lavoro?

La normativa base sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro e il D.Lgs 81/08 e successive modificazioni.

Su cosa si basa il d.lgs 81/08 sulla salute e sicurezza sul lavoro?

Sicurezza del lavoro1

Il D.Lgs 81/08 sostituisce la precedente Legge 626/94. Entrambe hanno come argomento la sicurezza sui luoghi di lavoro, ma il Decreto in vigore dal 2008 pone, rispetto al passato, il focus sul concetto di prevenzione, sulla redazione del documento della valutazione dei rischi e sugli strumenti atti ad eliminare e ove non possibile ridurre i rischi con conseguente attuazione di tutti i miglioramenti da mettere in pratica per evitare che un potenziale pericolo possa tramutarsi in danno.

Che cosa si intende per sicurezza sul lavoro?

La tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro rientra nei compiti sia del datore di lavoro quanto dei lavoratori stessi: infatti il DLgs 81/08 rende obbligatorio per il datore di lavoro individuare tutte le fonti di potenziale pericolo e cercare di eliminarle o di ridurle attraverso mezzi e strumenti opportuni ma è altrettanto compito dei lavoratori rispettare con consapevolezza quanto viene stabilito nel documento di valutazione del rischio per evitare di mettere a rischio sé stessi e gli altri durante l’attività lavorativa e provocare infortuni e/o incidenti.

La sicurezza del lavoro in sintesi: Le 10 cose che ti serve sapereSicurezza sul lavoro - logica servizi

  1. Nominare l’RSPP (Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione);
  2. Nominare gli Addetti Antincendio
  3. Nominare addetti Primo Soccorso
  4. Nominare RLS;
  5. Nominare Medico Competente;
  6. Redazione del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi)
  7. Formazione/Informazione e Addestramento dei lavoratori
  8. Formazione dei Preposti;
  9. Formazione dei dirigenti;
  10. Altre valutazioni in base all’attività svolta: DUVRI, POS, Valutazione Stress lavoro correlato, Valutazione delle gestanti etc.

Consulenza Sicurezza sul Lavoro secondo la legge 81/08

Secondo il DLgs 81/08 le figure che in azienda si occupano della sicurezza nei luoghi di lavoro (Datore di Lavoro, RSPP, RLS, Medico Competente) possono esternalizzare l’attività a società private che svolge per loro consulenza sulla sicurezza oltre che programmazione di attività di formazione, se in collaborazione con Enti Bilaterali individuati e riconosciuti dalle norme in materia.

Perché affidarsi a consulenti esterni in tema di sicurezza? Perché gli obblighi del datore di lavoro e dai vari rappresentanti della sicurezza sono molteplici e onde evitare le sanzioni descritte all’art. 55 del DLgs 81/08 che sono sia di natura penale che amministrativa, ci si avvale spesso di personale esterno all’azienda che possa supportare (e non sostituire) il Datore di lavoro nella redazione di documenti e che possano analizzare e valutare tutti i rischi presenti nella realtà lavorativa in maniera oggettiva.

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Sicurezza del lavoro Roma
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Documento di Valutazione dei Rischi – DVR 8

Documento di Valutazione dei Rischi – DVR

Documento di Valutazione dei Rischi – DVR

Documento di Valutazione dei Rischi obbligatorio: cos’è, chi lo fa?

Il Documento di Valutazione dei Rischi (o abbreviato DVR) è un documento fondamentale del Testo Unico sulla sicurezza del lavoro (D.Lgs 81/08) che identifica lo stato di salute e sicurezza della società ed ha lo scopo di identificare e valutare i rischi presenti in azienda e deve contenere le procedure e le misure di prevenzione protezione idonee all’attività e alle mansioni svolte nell’azienda.

Il DVR risulta essere obbligatorio secondo il Dlgs 81/08, per tutte le aziende che abbiano almeno 1 dipendente, e deve essere redatta dal Datore di lavoro (abbreviato DDL) che si può avvalere, per la redazione del documento, delle figure responsabili della prevenzione e protezione: Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), medico competente, Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza (RLS), ma si può avvalere anche di società terze che hanno al loro interno tecnici specializzati proprio nella Sicurezza sul Lavoro.

DVR – cos’è? La normativa, la stesura, i vari tipi di rischio.

Documento di Valutazione dei Rischi – DVR

Il DVR è un documento fondamentale del Testo unico sulla sicurezza del Lavoro (D.Lgs 81/08) che le aziende devono redigere, custodire e mostrare agli organi di vigilanza (ASL, INPS, INAIL, VIGILI DEL FUOCO, ISPETTORATO DEL LAVORO) quando richiesto.

Il Datore di Lavoro (abbreviato DDL) ha l’obbligo di redigere in forma scritta la valutazione dei rischi e il documento di valutazione del rischio secondo gli art. 17,28 e 29 del D.Lgs 81/08) e la sua stesura è organizzata in IV fasi:

  • Fase I – descrizione del ciclo produttivo, attività e mansioni;
  • Fase II – individuazione dei pericoli presenti;
  • Fase III – Valutazione del Rischio associati ai pericoli individuati e relative misure di attuazione;
  • Fase IV – Definizione del programma di miglioramento

All’interno del documento vengono descritti e analizzati tutti i pericoli connessi all’attività svolta e utili a quantificare il rischio e cioè la probabilità che ciascun pericolo si trasformi in danno.

A titolo esemplificativo citiamo rischi di natura chimica (miscele usate in laboratori o semplicemente anche dagli addetti alle pulizie), rischi di natura biologica (rischi d’infezione, attività con microorganismi, attività con animali etc) e rischi fisici ( rumore, radiazioni, vibrazioni, microclima) e comunque tutti i rischi derivanti da fattori di pericolo dalle quali possono derivare dei danni alla salute dei lavoratori (sani oppure che hanno già delle situazioni pregresse da tenere sotto controllo).

Qual è la differenza tra DVR e DUVRI?Documento di Valutazione dei Rischi – DVR 8

Il DVR è un documento che analizza i rischi all’interno di un ambiente di lavoro a prescindere dal numero di attività presenti e tiene conto del ciclo lavorativo e delle mansioni.

Il DUVRI è un documento che analizza i rischi da interferenza e tiene conto dei rischi che vengono introdotti dai diversi attori su una specifica attività.

Oltre alla definizione stessa vi sono anche altre differenze:

  • CHI REDIGE IL DOCUMENTO:
    1. Nel caso del DVR è il Datore di Lavoro (DDL) con l’eventuale supporto di RSPP, RLS;
    2. Nel caso di DUVRI è il committente che redige un primo

DUVRI preliminare” dove vengono riportate le descrizione di rischi standard, che devono poi essere completate dalla ditta che ha la “giuridica disponibilità dei luoghi in cui si svolgono i lavori” dove vengono riportati i rischi specifici introdotti dai vari partecipanti all’appalto.

  • MODALITA’ DI AGGIORNAMENTO:
    1. Il DUVRI viene aggiornato in base all’andamento dei lavori rispetto a quanto stabilito da contratto;
    2. Il DVR viene aggiornato solamente se ci sono delle modifiche a livello di ciclo lavorativo quindi processi, persone, mansioni
  • QUANDO SI REDIGE:
    1. Il DVR lo redigono tutte le aziende che hanno almeno 1 dipendente

Il DUVRI si redige nel caso di contratti d’appalto e quindi vi devono stare una o più società che svolgono le loro attività all’interno di una macro attività lavorativa che viene commissionata da un committente (es. una società che installa quadri elettrici all’interno di un cantiere edile).

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