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Uno dei principali fattori di rischio presenti nei luoghi di lavoro è sicuramente il rischio legato alla mancanza di coordinamento ed alle interferenze dovute allo svolgimento da parte di diversi soggetti di diverse attività all’interno dello stesso ambiente di lavoro.

Il legislatore ha voluto affrontare tale fattore di rischio già con il D. Lgs. 626/94 attraverso l’art. 7 dello stesso Decreto. Purtroppo tale articolo e’ rimasto per molti anni disatteso sia formalmente che praticamente.

Il Decreto 81/08 con l’articolo 26 ha rispolverato i concetti gia espressi nell’art. 7 del Decreto 626 dando nuovo vigore al concetto di coordianamento. Il significato del DUVRI e della conseguente attività di coordinamento hanno un senso molto più ampio ed impattante sulle conzioni di sicurezza di quanto si possa credere.

Uno degli obblighi non delegabili del datore di lavoro risulta essere la valutazione di tutti i rischi compresi i rischi di interferenza. Da questo principio scaturisce l’obbligo di redigere il DUVRI e promuovere il coordinamento quando un’azienda committente affida lo svolgimento di lavori o servizi all’interno del proprio luogo di lavoro ad un’impresa appaltatrice o lavoratore autonomo. È importante sottolineare che tale obbligo non è solamente formale ma anche effettivo. Infatti, l’obbligo del Datore di lavoro non si esaurisce con la redazione del DUVRI ma lo stesso deve procedere ad effettuare una riunione di coordinamento, opportunamente verbalizzata, con i responsabili delle ditte appaltatrici.

Il DUVRI risulta essere obbligatorio ad esempio in occasione di interventi di manutenzione, attività di riparazione, pulizia, montaggi, ecc. Un caso particolarmente interessante risulta essere legato alle attività di allestimento di eventi fieristici o mostre. In tale circostanza l’attività di coordinamento diventa particolarmente complessa. Si ricordi che il Datore di lavoro committente ha anche l’obbligo di verificare i requisiti tecnico professionali delle diverse imprese appaltatrici. Tale obbligo risulta essere non solamente formale ma fattivo in quanto il datore di lavoro risponde poi direttamente in merito alle aziende scelte.

 

L’obbligo di elaborazione del DUVRI, come previsto dal comma 3 bis dell’art. 26 del D. Lgs. 81/08, non si applica in alcuni casi particolari come i servizi di natura intellettuale, le mere forniture di materiali o attrezzature e i lavori o servizi la cui durata non è superiore a cinque uomini-giorno, sempre che le attività svolte non comportino rischi derivanti dal rischio di incendio elevato, dallo svolgimento di attività in ambienti confinati, dalla presenza di agenti cancerogeni, mutageni o biologici, di amianto o di atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari di cui all’Allegato XI del Decreto 81/08 e s.m.i. Per uomini-giorno si intende l’entità presunta dei lavori, servizi e forniture rappresentata dalla somma delle giornate di lavoro necessarie all’effettuazione dei lavori, servizi o forniture considerata con riferimento all’arco temporale di un anno dall’inizio dei lavori. Non sono rischi interferenti quelli specifici propri dell’attività del committente, degli appaltatori o dei lavoratori autonomi affidatari di attività interferenti.

 

Il documento unico di valutazione dei rischi da interferenza deve indicare le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. Lo stesso è allegato al contratto di appalto o di opera e deve essere adeguato in funzione dell’evoluzione dei lavori, servizi e forniture. A tali dati accedono il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Il DUVRI deve contenere anche la stima dei costi per la riduzione delle interferenze (costi per l’effettuazione di riunioni di coordinamento, segnaletica, etc.). Tali costi non sono soggetti a ribasso.

Per le attività a rischio basso, con riferimento sia all’attività del datore di lavoro committente sia alle attività dell’impresa appaltatrice e dei lavoratori autonomi, il datore di lavoro individua un proprio incaricato, in possesso di formazione, esperienza e competenza professionali, adeguate e specifiche in relazione all’incarico conferito, nonchè di periodico aggiornamento e di conoscenza diretta dell’ambiente di lavoro, per sovrintendere a tali cooperazione e coordinamento.

Essendo ormai sempre più diffuso il ricorso all’appalto di qualsiasi genere di attività, risulta di fondamentale importanza l’avvio di un processo di cooperazione, sorveglianza e coordinamento continui tra committente ed appaltatori. Solamente in tal modo si può garantire non solo il mero rispetto del dettame normativo ma la stessa sicurezza degli operatori coinvolti per tutta la durata dei lavori.

Il datore di lavoro committente ha quindi l’obbligo di:

  • Verificare il possesso dell’idoneità tecnico professionale indispensabile per lo svolgimento dell’attività da parte dell’appaltatore/lavoratore autonomo, mediante non solo la richiesta allo stesso dell’autocertificazione dei requisiti di idoneità tecnica, ma anche di copia degli attestati dell’avvenuta formazione/informazione/addestramento dei lavoratori, eventuali abilitazioni degli stessi, nomina del SPP, idoneità alla mansione etc.
  • Fornire indicazioni in merito alla presenza di rischi specifici all’interno dell’ambiente di lavoro in cui l’appaltatore andrà ad operare ed eventuali dispositivi per la protezione individuale (DPI) necessari (es. presenza di polveri, rumore, etc.)
  • Effettuare un sopralluogo volto alla pianificazione delle attività con la partecipazione del Datore di Lavoro della ditta appaltatrice.
  • Redigere il DUVRI.
  • Richiedere all’appaltatore il certificato C.C.I.A.A. (visura camerale) in corso di validità.
  • Richiedere il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) in corso di validità.

L’appaltatore dovrà inoltre fornire informazioni in riguardo a:

  • Elenco del personale impiegato;
  • Elenco delle sostanze e delle attrezzature utilizzate (es. agenti cancerogeni e mutageni, materiali infiammabili o in grado di creare atmosfere esplosive, sostanze tossiche, ecc.);
  • Dispositivi di protezione individuale (DPI) eventualmente necessari per il committente nel corso delle lavorazioni;
  • Rischi particolari introdotti all’interno degli ambienti di lavoro del committente.

Si ricordi anche che nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, il personale occupato dall’impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro.

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